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Who we are

CHI SIAMO

La Caupona era la locanda, un osteria di campagna...

“Caupona” che dal latino significa osteria, nell’antica Pompei ne esistevano ben circa 89, la più famosa è quella di Lucio Vetuzio Placido in Via dell’Abbondanza.
Parte da qui il nostro progetto, dopo un attento studio durato due anni, prende vita questa realtà entusiasmante…
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"Caupona" in Latin tavern or restaurant, In ancient Pompeii existed about 89, the most famous is that of Lucio Vetuzio Placido in Via dell'Abbondanza
Here for the first time you can try the typical cuisine of ancient Rome is by really existed texts such as: "De Re conquinaria" ...

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Mission

Incantare i nostri ospiti nella sala del ristorante con la magnificenza e minuziosità degli affreschi riprodotti fedelmente, tanto da sembrare di stare in una vera e propria “Caupona” (osteria) di Via dell’abbondanza, quella di Lucio Vetuzio Placido. La nostra mission è ridare vita a piatti dell’antica Roma, proponendo sapori lontani,usando fonti come “De Re Conquinqria” di Marco Gavio Apicio, con l’utilizzo di eccellenti materie prime, preservando il gusto del Mediterraneo, basato su interessanti contrasti e audaci accostamenti, in una cornice unica a due passi dalle rovine di Pompei,(dove da alcuni scorci è possibile ammirare le rovine) Il tutto, fra piatti in terracotta, camerieri in costume, e musica antica… Un emozione che va oltre i sensi…

De gustibus
non disputandum est

Our plates

The typical dishes of ancient Rome

foodrecreated
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SAPORI DA RICORDARE
flavors to remember

Chi fu Apicio?

Apicio è stato il cuoco più famoso della storia, il più grande spendaccione di tutti i tempi, l’autore di “De Re Conquinaria”, (la bibbia della gastronomia in 10 volumi). Una leggenda narra che che nutrisse le murene con la carne degli schiavi, si raccontano storie ed avventure come le spedizioni nel Mediterraneo e nel vicino medio oriente, soltanto per trovare gamberoni di eccellente qualità… Nell’ambiente dell’antica Roma era molto popolare, tanto da arrivare fino a noi… Sopratutto per le stavaganze culinarie fatte di eccessi… Numerose sono gli accostamenti di cibi, come zuppe ai talloni di cammello, di creste tagliate a volatili vivi, triglie fatte morire nel garum, oche ingrassate nei fichi secchi e ingozzate con mulsum, lingue di usignoli, di pavoni e di fenicotteri… Carne e selvaggina abbondavano sulla tavola dei nobili, la carne era molto diffusa, per conservazione si ricorreva alla salatura e affumicatura, già all’ epoca e si preparavano prosciutti e insaccati di vario tipo. Il maiale era l’animale la cui carne era apprezzata. Tutti i diversi tipi di carne venivano arrostiti al forno o cotti allo spiedo. Il pollo era l’alimento più mangiato e più diffuso, dai ricchi e soprattutto dai poveri, poteva essere servito lesso, arrosto, fritto, caldo, freddo, in mille modi, vi erano tantissime ricette, perfino con il latte… L’uovo, simbolo della rinascita e della fecondità, era mangiato sempre all’inizio dei pasti.

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